News Nessun commento 3 Gennaio 2018

LA CURCUMA

La Curcuma longa, della famiglia delle Zingiberacee, è una pianta che deve la sua notorietà alle proprietà custodite nella sua radice. Dalla caratteristica colorazione arancione e dalla forma cilindrica e ramificata, vanta di una storia secolare.

Le sue origini dal sud-est asiatico testimoniano il suo ampio utilizzo nella cucina tipica di quelle zone e il suo impiego dalla medicina ayurvedica per il trattamento di una grande varietà di disturbi.

Il principio attivo che si ritiene presenti la maggioranza delle proprietà medicinali è la curcumina. Ottenuta per estrazione con solvente dal rizoma essicato e macinato della pianta di Curcuma longa, viene classificata come parte della famiglia dei polifenoli.

Nel sistema ayurveda, la curcumina viene utilizzata per migliorare la digestione, equilibrare la flora intestinale, combattere vermi e parassiti, eliminare i gas intestinali, purificare e rafforzare il fegato e la cistifellea, trattare artrite e gonfiore, aumentare il metabolismo, alleviare tosse e asma e per risolvere stati di stanchezza e debilitazione.

La medicina tradizionale attribuisce alla curcumina proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antitumorali. Tre attività fondamentali per numerose patologie e disturbi. Infatti, la curcumina, è in grado di offrire protezione al sistema cardiocircolatorio, combattere malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, contribuire all’aumento della memoria e prevenire l’invecchiamento. La curcumina è anche in grado di stimolare la sintesi di collagene donando tonicità alla pelle e mobilità alle articolazioni. Il suo potere ipoglicemizzante, aggiunto agli altri, suggerisce una certa azione anche nel combattere il diabete di tipo 2. Inoltre, le sue capacità di chelare metalli pesanti, eliminare i radicali liberi e indurre l’adattamento cellulare allo stress, la vedono complice di un fegato sano e detossificato.

La curcumina come tale è insolubile in acqua, fattore che la rende scarsamente assimilabile dall’organismo. Per questo motivo sono state realizzate diverse forme di curcumina, da sola o coniugata ad altre molecole per favorirne l’assorbimento.

L’emivita della curcumina dopo somministrazione orale varia dalle 2 alle 8 ore e le dosi consigliate sono dai 400 agli 800mg.

Il suo utilizzo è controindicato in caso di litiasi biliare e patologie ostruttive delle vie biliari e in concomitanza di farmaci antiaggreganti o anticoagulanti orali. È da evitare in gravidanza e durante l’allattamento. Potrebbe causare fastidi a soggetti affetti da reflusso gastroesofageo o ulcera peptica. Motivo per cui viene suggerita l’assunzione durante i pasti.

Sei pronto a sentire i benefici della curcumina?


Autore:
Dr.ssa Olga Meletis
Farmacista specializzata in nutrizione sportiva
R&D 4+NUTRITION

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